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Ogni nazione del mondo ha le sue specialità culinarie e, anche se la cucina italiana non ha paragoni, vale sempre la pena provare un assaggio dei migliori piatti locali quando si visita un luogo nuovo.
Per questo abbiamo selezionato 10 piatti europei da non perdere, un vero must per tutti i viaggiatori gourmet, quelli che chiunque ami i sapori del mondo dovrebbe provare almeno una volta nella vita. Fatti ispirare dal nostro viaggio nei sapori d’Europa! |
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10 PIATTI EUROPEI DA NON PERDERE |
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Ratatouille (Francia)
Piaccia o no, la Francia è uno dei paesi in Europa, insieme al nostro, dalle tradizioni culinarie più ricche. Di piatti e prodotti tipici ce n’è una grande varietà in tutte le sue regioni: qui abbiamo scelto un classico assoluto come la ratatouille, ricetta originaria della Provenza che ricorda la nostra peperonata e che consiste in un mix di verdure stufate e aromatizzate. Un piatto fresco e leggero, imperdibile sia come contorno che come portata a sé stante. |
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Paella valenciana (Spagna)
Si può gustare (in diverse varianti) in tutta la Spagna, ma il posto migliore in cui farlo è senza dubbio la città dov’è nata, Valencia. Celeberrima, la paella è un ricco piatto a base di riso e pesce (oppure carne), cucinato nella tipica “padella” da cui prende il nome. Un piatto umile dagli ingredienti semplici che, come spesso avviene, ha in breve tempo conquistato anche i palati più raffinati. |
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Pierogi (Polonia)
Forse perché molto simili ai nostri ravioli, i pierogi sono un piatto sempre molto amato dagli italiani che visitano la Polonia. In ogni viaggio in questa nazione non dovrebbe mancare un assaggio di quello che è a tutti gli effetti il suo piatto simbolo, anche se i pierogi si ritrovano in tante nazioni dell’Europa orientale, dalla Romania alla Russia. Di varianti per la loro preparazione ne esistono tante, sia dolci che salate: tra quelle polacche più popolari ci sono i ripieni a base di carne oppure di crauti e funghi. |
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Smørrebrød (Danimarca)
Smørrebrød vuol dire solo “burro e pane”, e detta così non sembrerebbe nulla di troppo allettante. C’è sì il pane (di segale, del tipico colore marrone scuro) e l’ottimo burro danese, ma soprattutto un condimento ricchissimo che varia da tartina a tartina, come le aringhe in salamoia, il formaggio danese, il paté di fegato di maiale, lo sgombro in salsa di pomodoro… Le “tapas” di Copenaghen sono il terreno dove tradizione e innovazione continuano a sfidarsi. |
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Stufato alla Guinness (Irlanda)
Lo stufato irlandese, o Irish stew, è uno dei piatti più tipici dell’Isola di Smeraldo, terra che racchiude una cultura gastronomica inaspettatamente ricca. Questa variante della preparazione tradizionale, che prevede solitamente l’utilizzo di carni come agnello, capretto o montone, è arricchita con l’aggiunta della birra scura più famosa d’Irlanda, per un mix di sapori denso, aromatico e inebriante. |
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Souvlaki (Grecia)
Sarà per la comune identità mediterranea, ma i sapori greci spesso non ci sembrano molto distanti da quelli del nostro Paese. Tra i tanti gustosi piatti provenienti dalla nazione ellenica, vale sicuramente la pena gustare i famosi souvlaki, gli spiedini a base di carne che si ritrovano spesso nelle “taberne” di tutta la Grecia. Spezie, condimenti e accompagnamenti di verdure possono essere aggiunti a piacere, ma il segreto è far marinare la carne per renderla più saporita. |
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Moules-frites (Belgio)
Cozze e patatine fritte possono forse sembrarci un binomio un po’ stravagante, eppure si tratta di uno dei piatti più tipici della cucina belga, una vera e propria istituzione che viene servita in diversi ristoranti e in negozi dedicati, le caratteristiche “friteries”. Semplice ma gustoso, unisce due tra gli elementi più importanti della cucina locale, tra cui le patatine fritte che in Belgio sono una vera e propria istituzione. |
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Pastéis de Belém (Portogallo)
Irresistibile e ambitissimo, tanto che ogni giorno si può vedere una lunga fila di fronte alla leggendaria Fábrica de Pastéis de Belém a Lisbona, questo delizioso dolce è il tipo più noto di pastel de nata, il pasticcino portoghese a base di uova. La sua origine è piuttosto antica: i monaci di Belem utilizzavano i bianchi d’uovo per smacchiare i sai e, inevitabilmente, i tuorli finivano a fare da ingredienti principali per i dolci. |
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Torta Sacher (Austria)
Irrinunciabile per chiunque visiti Vienna, la celebre Torta Sacher venne creata dal pasticciere sedicenne Franz Sacher per il conte Von Metternich nel 1832: doppio strato di pasta di cioccolato e confettura di albicocche nel mezzo, il tutto ricoperto da glassa al cioccolato e da gustare con panna montata non zuccherata. Un vero simbolo della città di Vienna, di cui non si può non concedersi una fetta in uno dei tanti caffè locali. |
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Kürtőskalács (Ungheria)
L’impronunciabile nome di questo dolce ungherese si può tradurre in italiano come “camino dolce”: è una pietanza immediatamente riconoscibile per la sua forma arrotolata, che può essere guarnita con cioccolato, vaniglia, pistacchio o con i gusti più disparati. È una presenza immancabile nei mercatini durante il periodo prima di Natale, ma si può gustare tutto l’anno nelle pasticcerie di Budapest e dintorni. |
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