Nel metal detecting fluviale, la ricerca inizia dall’osservazione.
Anse interne, buche a valle dei massi, radici, gradini del fondale e fessure nella roccia sono trappole naturali nelle quali la corrente può concentrare gli oggetti più pesanti.
Anche
- ghiaia compatta
- argilla
- sabbie nere
forniscono indicazioni preziose sulla dinamica dei depositi. Le tracce lasciate dalle piene rivelano invece quali strati siano stati erosi o ricoperti.
Solo dopo questa lettura si scelgono
bobina, frequenza e bilanciamento: nel fiume, conoscere il terreno conta spesso più della profondità dello strumento.