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Domani è il giorno più lungo dell'anno: sedici ore di luce. Poi, da dopodomani, ogni giorno perde un minuto.
Uno alla volta, senza che faccia rumore, fino a dicembre.
Lo sappiamo tutti che le giornate si accorciano. Quello che non vediamo è la stessa identica cosa che succede a noi: il tempo che si stringe, un frammento alla volta, mentre rimandiamo le cose che contano.
La scusa più usata per non imparare nulla di nuovo è una sola: "non ho tempo."
È una menzogna comoda, e quasi sempre la diciamo a noi stessi.
Perché chi non trova venti minuti per qualcosa che vuole imparare davvero, di solito ha il problema capovolto. Il tempo c'è, spezzettato in mille frammenti durante la giornata.
Quello che manca è l'attenzione. Quella vera, che ti tiene dentro un corso invece di lasciarlo come sottofondo mentre fai altro.
Ed è qui il punto: la differenza tra un corso che ti cambia qualcosa e uno che non ti lascia niente non sta nella durata. Sta nella densità.
Un docente che ti consegna una cosa sola, da applicare domani mattina, in sessanta minuti netti, vale più di un seminario di tre giorni in cui sei lì seduto, annuisci, e poi torni a casa identico a prima.
Per questo, quando scegliamo i corsi per il catalogo, cerchiamo persone che abbiano rispetto del tuo tempo nel senso più concreto: chi sa togliere prima di aggiungere, chi ti mette in mano qualcosa di usabile invece di riempire le ore.
Il giorno più lungo dell'anno è domani.
La tua attenzione, però, ce l'hai adesso. E come le giornate, non resta piena per sempre.
Buon solstizio,
il team di Corsi.it |