SOVA: Cosa ha scoperto la ricerca sui giorni prima del ciclo, e perché è una buona notizia🌿

Cosa succede davvero nella seconda metà del ciclo, e perché gli esami non lo vedono. ‌ ‌ ‌ ‌ ‌
 
 
 
Sova
La rubrica
 
Domenica 25 ottobre Numero 05 Lettura 5 min
Capire prima di incolparsi
Non sono gli ormoni.
È quanto li senti.
Nella seconda metà del ciclo circa otto donne su dieci notano qualcosa che cambia. Negli studi che hanno misurato gli ormoni di chi sta peggio, i valori risultano nella norma. Nessun prodotto da comprare: solo quello che serve per dare un nome a quei giorni.
A cura del team Sova
Un’onda attraversa il cerchio del ciclo: nella seconda metà, evidenziata, la stessa onda si moltiplica in echi più ampi
Stesse onde, percezione diversa.
In questo numero
1 «Perché proprio in quei giorni?»
2 «Vuol dire che ho gli ormoni sballati?»
3 «È normale sentirsi così, o sto esagerando?»
4 «Come faccio a sapere se è davvero il ciclo?»
5 «E intanto cosa posso fare?»
Ci sono giorni, ogni mese, in cui tutto pesa un po’ di più: il sonno, l’umore, il seno, la pancia, la pazienza. Poi arrivano le mestruazioni e qualcosa si scioglie. Quell’insieme di disturbi fisici ed emotivi ha un nome — sindrome premestruale — e una caratteristica che lo distingue da tutto il resto: il momento in cui arriva.
1
Domanda
«Perché proprio in quei giorni?»
Sembra arrivare senza preavviso, eppure chi tiene il conto si accorge che cade sempre più o meno nello stesso punto del mese.
Risposta
Perché la finestra è quella dopo l’ovulazione: la fase luteale, grosso modo dal 14° giorno all’arrivo delle mestruazioni. I criteri clinici più usati parlano di disturbi concentrati nei cinque giorni prima del ciclo, che si sciolgono entro quattro giorni dall’inizio e non tornano fino al 13° giorno. Sembra burocrazia, ma è esattamente il punto: non è il sintomo a definirla, è quando arriva e quando se ne va.
2
Domanda
«Vuol dire che ho gli ormoni sballati?»
È la prima cosa che viene in mente, e spesso la prima che si chiede al medico: un dosaggio, per vedere cosa non va.
Risposta
Qui la ricerca ha cambiato idea, ed è una buona notizia. Negli studi che hanno confrontato estrogeni e progesterone fra donne con disturbi premestruali importanti e donne senza, i valori non spiegano la differenza: la funzione ovarica risulta normale. Quello che sembra cambiare è la sensibilità alle variazioni ormonali: stesse onde, percezione diversa. A fine settembre un grande studio genetico su 72.297 donne svedesi e norvegesi ci è arrivato da un’altra strada: i geni associati ai disturbi premestruali non risultano collegati ai livelli di ormoni steroidei nel sangue. Due conseguenze pratiche: non stai immaginando niente, e un prelievo in quei giorni tornerà quasi sempre «normale» anche quando tu stai male.
3
Domanda
«È normale sentirsi così, o sto esagerando?»
È la domanda che ci arrivate a scrivere più spesso, di solito accompagnata da un «forse sono solo stanca».
Risposta
Circa l’80% delle donne riferisce almeno un sintomo nella seconda metà del ciclo, e per la maggior parte resta una cosa gestibile. In uno studio su 2.800 donne francesi, il 12% rientrava nei criteri veri e propri e il 4% riferiva sintomi severi. Quindi sì, è comune; e no, comune non vuol dire che vada ignorato. La riga che conta non è quanto ti senti strana rispetto alle altre: è se quei giorni ti cambiano il lavoro, il sonno o i rapporti.
Comune non vuol dire
poco importante.
Vuol dire frequente.
4
Domanda
«Come faccio a sapere se è davvero il ciclo?»
A mente fredda si fa fatica a ricostruire: ci si ricorda i mesi brutti e si dimenticano quelli normali.
Risposta
C’è un solo metodo riconosciuto, e non è un esame: segnare i sintomi giorno per giorno, mentre succedono, per almeno due cicli. Lo prevedono i due manuali diagnostici internazionali, il DSM-5-TR e l’ICD-11, perché il ricordo a posteriori non è affidabile e perché le cose cambiano: fra le donne con una diagnosi di sindrome premestruale, solo il 36% rientrava ancora nei criteri un anno dopo. Bastano tre righe al giorno: primo giorno delle mestruazioni, i due o tre sintomi che ti pesano davvero, quanto pesano da 0 a 3.
5
Domanda
«E intanto cosa posso fare?»
Due cicli sono due mesi, e nel frattempo quei giorni arrivano lo stesso.
Risposta
Le abitudini di cui si parla più spesso sono anche le più banali: movimento regolare, dormire a sufficienza, alleggerire caffeina, sale e zuccheri nei giorni in cui ti senti più gonfia. Funzionano per alcune e non per tutte, e vale la pena dirlo invece di promettere miracoli. Intanto, la cosa che cambia davvero le proporzioni è un’altra: smettere di leggere quei giorni come un difetto di carattere e iniziare a leggerli come un’informazione. E se ti impediscono di lavorare, dormire o stare con le persone a cui tieni, non aspettare due cicli: parlane con il tuo medico.
Quattro numeri da ricordare
80%
le donne che notano almeno un sintomo nella seconda metà del ciclo
12%
quelle che rientrano nei criteri veri e propri, in uno studio su 2.800 donne
5
i giorni prima delle mestruazioni in cui i disturbi si concentrano
2
i cicli di diario che servono per confermarlo, al posto di un esame
Da dove arrivano questi dati
Hofmeister S. et al., Premenstrual Syndrome and Premenstrual Dysphoric Disorder, American Family Physician, 1 agosto 2016, 94(3):236-240 — criteri diagnostici, circa 80% con almeno un sintomo, studio su 2.800 donne francesi (12% nei criteri, 4% sintomi severi), 36% ancora nei criteri a un anno · revisione sui criteri diagnostici e sulla fisiopatologia dei disturbi premestruali, Frontiers in Global Women’s Health 2023, doi 10.3389/fgwh.2023.1181583 — due cicli di registrazione prospettica, sensibilità alle variazioni ormonali · Arora A., Chakraborty S., Pandey R., Frontiers in Global Women’s Health, 21 luglio 2025, doi 10.3389/fgwh.2025.1595083 — fase luteale dal 14° giorno · Hysaj E., Jaholkowski P., Shadrin A. A. et al., A genome-wide association study of premenstrual symptoms in two Nordic populations, Biological Psychiatry: Global Open Science, 30 settembre 2026, 6(5):100784, doi 10.1016/j.bpsgos.2026.100784 — 72.297 donne delle coorti LifeGene (Svezia) e MoBa (Norvegia), nessuna correlazione genetica significativa con i livelli di ormoni steroidei. Le prevalenze vengono da popolazioni diverse e non sono automaticamente trasferibili all’Italia; gli studi citati osservano associazioni, non rapporti di causa. Questo testo è informativo e non sostituisce il parere del tuo medico.
Capisco da dove partire
Due minuti di domande, nessun obbligo di acquisto. Oppure guarda tutti i prodotti.
Come sono per te i giorni prima del ciclo? Raccontacelo, e dicci che tema vorresti nel prossimo numero. Rispondi a questa email: ti legge una persona, non un robot.
 
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A presto 💜
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