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Oggi è il 30 giugno.
Hai sessanta giorni davanti: luglio e agosto. E in Italia, davanti a quasi ogni decisione professionale, in questi due mesi la risposta è sempre la stessa.
"Ne parliamo a settembre."
A settembre mi iscrivo a quel corso.
A settembre trovo il tempo per studiare quella cosa.
A settembre comincio sul serio.
Il "a settembre" funziona come un piccolo inganno, e funziona benissimo.
Sposta la scadenza in un punto abbastanza vicino da sembrare reale, abbastanza lontano da non pesare oggi.
Il cervello si tranquillizza: ha preso una decisione, e si è risparmiato la fatica di eseguirla. Ti senti a posto. Ma non hai fatto niente.
Il problema è come arriva settembre.
Arriva con le email accumulate, i progetti che ripartono tutti insieme, i colleghi che rientrano.
E la cosa che dovevi fare "a settembre" si sposta a novembre. Poi a dopo le feste. Poi all'anno nuovo. Poi è di nuovo giugno, e sei esattamente dove sei adesso.
Lo vediamo ogni anno nei numeri: i picchi di iscrizioni cadono a gennaio e a settembre. I due momenti in cui le persone si raccontano che è arrivato il momento di cambiare qualcosa. Luglio e agosto non entrano mai in quella lista.
Ed è un peccato, perché sono esattamente i due mesi in cui avresti il tempo.
Non ti stiamo chiedendo di rinunciare all'estate. Ti chiediamo una cosa sola: fai adesso quell'unica cosa che, una volta fatta, non potrai più rimandare a settembre. Perché l'avrai già fatta.
A presto,
Il team di Corsi.it |