Il profumo del sogno: Beaufort London Sirenide EDP
Mi trovai sul fondo del mare.
L’acqua mi circondava, fredda e limpida, eppure respiravo senza difficoltà. Sotto i piedi sentivo la pietra, bagnata e liscia. L’aria – se così si poteva chiamare – aveva un odore netto di sale, alghe fresche e roccia umida. Un’altra fragranza.
Ero spaesata, non capivo come fosse possibile respirare sott’acqua.
Intorno a me si estendeva una città sommersa: colonne chiare, coralli luminosi, riflessi azzurri che si muovevano lenti come sospesi nel tempo. Atlantide. Ero certa di trovarmi lì, anche se non avrei saputo spiegare perché.
Poi, all’improvviso... un flashback.
La barca. Il mare che si era alzato all’improvviso. Il vento violento sulla pelle, il legno che scricchiolava sotto i piedi, l’odore pungente di sale e tempesta. Un’onda più forte delle altre. L’acqua che mi aveva trascinata giù.
E ora ero lì.
Fu allora che lo vidi.
Non era umano, ma nemmeno una creatura marina. I suoi occhi avevano il colore del corallo al tramonto, la pelle rifletteva la luce come madreperla. Quando si avvicinò, l’acqua intorno a lui cambiò odore: era più calda, più viva.
Mi guardava come se mi stesse aspettando da una vita.
In quel momento una domanda mi attraversò la mente, lenta come una corrente: può l’amore esistere tra due mondi così diversi?
Ci incontrammo ancora. E ancora. Lui mi mostrava il suo mondo sommerso, io gli parlavo della superficie, del cielo, del vento. Di un luogo che lui non aveva mai visto.
“Come fai a vivere senza il mare?” mi chiese una volta.
“Come fai a vivere senza le stelle?” risposi io.
Quando mi sfiorò la mano, sentii un brivido di malinconia. E capii che non era l’incontro a essere impossibile. Era tutto ciò che sarebbe venuto dopo.
Io appartenevo alla superficie.
Lui agli abissi.
Poi, però, tutto mi fu chiaro: il mio destino era sempre stato lì, ad Atlantide. Casa, alla fine, è il posto che ti scegli. E - così - mi decisi: volevo rimanere. Per me. Per lui. Per noi. E mentre questo pensiero prendeva forma, l’acqua intorno a noi cambiò. La luce si fece più intensa, il profumo più pungente, come prima di una tempesta. Lui mi guardò, serio, come se stesse per dirmi qualcosa di importante.
Poi il mare iniziò a muoversi vorticosamente.
E capii che il sogno stava per interrompersi...